Lettere, pagine di diario, poesie, disegni degli alunni  della 5^B Vittorio Veneto in un periodo difficile. Riflessioni in quarantena

La seguente raccolta nasce dal desiderio di conservare e condividere le tante riflessioni inviatemi dai miei alunni durante il periodo di didattica a distanza.
L’esigenza da parte dei ragazzi di scrivere e di riflettere su quello che stava accadendo ha dato vita, attraverso pagine di diario, lettere, poesie, disegni, ad un insieme di considerazioni profonde che, come leggerete, non sono per niente banali.
La mancanza di relazioni sociali, di isolamento, di perdita di contatti reali è la condivisa riflessione che è emersa maggiormente. Sappiamo bene, e lo hanno toccato con mano i nostri alunni, che la scuola a distanza non può sostituirsi a una relazione educativa in aula, e non lo potrà mai fare e gli sguardi, le parole sussurrate, gli abbracci sono solo alcuni aspetti che sono venuti a mancare ai nostri bambini.


La classe 5^B è composta da ventiquattro alunni ma, leggendo queste pagine, a chi conosce la classe, emergerà subito l’assenza di alcuni nomi, cinque per l’esattezza. Questo mi ha indotto a riflettere a lungo sulla bontà di rendere fruibile a tutti questa raccolta perché non rappresentativa di un’ intera classe. Ma proprio quei cinque bambini, che non compaiono tra queste pagine, mi hanno spinto ad andare avanti. Sono loro infatti, con il loro silenzio, quelli su cui la scuola deve puntare e investire per non rischiare di perderli definitivamente.


“La scuola non può essere un ospedale per sani”, diceva Don Milani. Ricordiamolo tutti!
Elisabetta Cencetti

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